Recoaro Terme

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Recoaro Terme è un comune di 6.985 abitanti della provincia di Vicenza, situato nell'alta Valle dell'Agno, sul fondo di una conca (nota anche come Conca di Smeraldo) a 445 metri sul livello del mare, ai piedi delle Piccole Dolomiti.

Recoaro è celebre per le proprie acque minerali: l'oligominerale Lora è commercializzata, mentre le altre acque minerali sono utilizzate nelle terme delle Fonti Centrali dalla loro scoperta nel 1689.

Storia 
La zona di Recoaro venne abitata nel corso del XIII secolo da dei coloni germanici: il primo documento ufficiale nomina la "villa" di Rovegliana risale al 1262. La frazione fu inizialmente il centro principale della conca, data la posizione favorevole, esposta al sole, rialzata sulle colline, mentre il capoluogo, pur abitato, si sviluppò in seguito.

Nel XIV secolo la zona del vicentino fu sottoposta alle signorie prima degli Scaligeri e quindi dei Visconti, finché nel XV secolo non subentrò la Repubblica Veneta, che mantenne il proprio predominio fino al XVIII secolo. Tracce della dominazione veneziana si possono trovare nel Leone di San Marco, originariamente posto a Rovegliana e oggi conservato in municipio, e in tracce di disboscamento nella zona di Recoaro Mille.

Importante fatto nella storia di Recoaro fu la scoperta delle acque minerali nel 1689, ad opera del conte Lelio Piovene (da cui la sorgente prese il nome di Lelia). Nel Settecento Recoaro conobbe un primo sviluppo a causa del termalismo, ma fu solo nell'Ottocento che il paese ebbe una vera e propria crescita legata allo sfruttamento curativo delle acque. Nel frattempo, seguendo le sorti del Lombardo-Veneto, al crollo della Serenissima il territorio comunale era passato all'Impero Asburgico, sotto la cui giurisdizione rimase fino al 1866.

Nonostante lo sfruttamento delle acque termali e lo sviluppo turistico (con medie di 8-9000 visitatori all'anno nell'Ottocento e di 10-15.000 nei primi del Novecento), la maggioranza della popolazione viveva ancora di un'agricoltura di sussistenza, molto povera a causa dell'ambiente montano.

Solo lo sfruttamento commerciale dell'acqua minerale tramite lo stabilimento di imbottigliamento fra le due guerre mondiali pose le basi per uno sviluppo economico che ebbe il suo apice nel secondo dopoguerra.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Recoaro fu anche sede di un comando nazista, con occupazione da parte delle truppe tedesche di molti edifici, fra cui anche le Fonti, che vennero bombardate dagli Alleati nell'aprile 1945.


Luoghi di interesse 

Chiese 
La parrocchiale dedicata a Sant'Antonio abate, costruita nell'immediato dopoguerra (1949-1951) dal celebre architetto Giuseppe Vaccaro. Contiene una significativa Via Crucis in terracotta.

Le due più antiche chiese della conca sono quella di Santa Giuliana, sul colle omonomino, e di San Bernardo, entrambi risalenti al XIV secolo. In particolare i recoaresi sono molto devoti a Santa Giuliana, a cui sono più volte ricorsi nel corso dei secoli con voti per scampare alle pestilenze o alle guerre.

Natura 
L'ambiente naturale è forse il maggior patrimonio di Recoaro, circondato dalle Piccole Dolomiti, montagne molto interessanti dal punto di vista alpinistico ed escursionistico, che offrono la possibilità sia della gita della domenica, sia di itinerari impegnativi.


Cultura 

La chiamata di marzo 
La chiamata di marzo è un'antichissima tradizione di Recoaro, comune a molte zone dell'Italia settentrionale: consiste nell'accogliere la primavera in modo festoso, con richiami ecc.

La tradizione consiste nell'andare in giro l'ultima notte di febbraio con strumenti per "chiamare" la primavera, tipicamente i campanacci delle vacche e le secchie per mungere, tipici attrezzi della cultura montanara.

La peculiarità nel territorio recoarese si ebbe nel corso dell'Ottocento, quando la popolazione iniziò a sfilare per il paese con i propri attrezzi di lavoro, caratteristica che rimase poi immutata fino alla metà del Novecento, venendo poi progressivamente abbandonata.

Nel 1979 fu ripresa con una sfilata e una rappresentazione in costumi tipi dei mestieri, degli usi, delle abitudini di un tempo. Si svolge da allora con cadenza biennale negli anni pari, con una partecipazione popolare molto intensa (le ultime edizioni hanno contato più di 1.000 figuranti).

Personalità legate a Recoaro 
Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco che soggiornò a Recoaro nella primavera 1881, avendo l'ispirazione della sua opera Così parlò Zarathustra. 
Gino Soldà, alpinista recoarese, membro della spedizione italiana sul K2 nel 1954 

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