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Gli stabilimenti termali
La visita di Montecatini Terme non può che iniziare dai suoi superbi
stabilimenti. Il Parco delle Terme è un vastissimo comprensorio naturale
che fa da sontuoso scenario ai diversi stabilimenti termali, tutti
dotati di ampi ed accoglienti saloni per la mescita e attrezzature per
lo svago ed il relax.
Tra gli stabilimenti presenti, il più imponente è quello del
Tettuccio, la cui sorgente divenuta il simbolo di Montecatini Terme,
prende il nome dalla tettoia che ricopriva anticamente la sorgente.
L'edificio ideato durante il regno di P. Leopoldo come conclusione del
Vialone dei Bagni, ampliato agli inizi del novecento su progetto di U.
Giovannozzi, per adeguarlo alla grande crescita della città che si stava
allora verificando, è un'armoniosa articolazione di saloni, ambulacri e
spazi intermedi di grande respiro, decorati da artisti del primo
novecento. Citiamo: Galileo Chini (soffitto), Basilio Cascella (pannelli
ceramici), Giuseppe Moroni (Dipinto: la Sorgente) e Sirio Tofanari
autore della grande fontana sulla destra: un gruppo bronzeo di due
alligatori che sostengono una grande conchiglia in granito da cui
l'acqua della fonte del tettuccio si riversa in un ampio bacino.
Le Terme Leopoldine, costruite alla fine del settecento, in luogo
dell'antico "Bagno dei Merli" su progetto del Paoletti, così chiamate in
onore del Granduca Leopoldo, sono state ampiamente ristrutturate ed
ingrandite nel 1926 dall'architetto U. Giovannozzi. Si presentano oggi
con una facciata in travertino monumentale ma sobria, su cui aggetta un
pronao neoclassico, che si prolunga ai lati in due grandi ali che
racchiudono un vasto cratere di oltre ventidue metri di diametro.
Terme Excelsior, è il primo stabilimento termale che si incontra
risalendo il viale Verdi, sulla sinistra, si presenta da Sud con uno un
arioso porticato, snelle colonne di pietra serena con eleganti
capitelli, archi con medaglioni di terracotta smaltata in cui sono
raffigurati uomini illustri legati a Montecatini. Sorto nei primi anni
del novecento, inizialmente Casinò Municipale, luogo di ritrovo e di
manifestazioni culturali, fu ingrandito nel 1915 con l'aggiunta di una
nuova costruzione per le cure complementari, a questo nucleo venne poi
aggiunta negli anni settanta un'ala moderna, su quattro piani con
facciate tutte a vetrate. Nel sottosuolo: servizi e attrezzature
tecniche, al piano terra salone per le cure idropiniche, all' ammezzato
il soggiorno, agli altri piani settori per le cure balneo-terapiche ed
inalatorie.
Le Tamerici, lo stabilimento immerso nel verde del parco, deve il
nome agli alberi che si trovavano nei pressi della polla quando venne
trovata nel 1843 e viene oggi utilizzato come luogo di ritrovo.
Il complesso attuale costruito ai primi del '900, su disegni di G.
Bernardini e U. Giusti, comprende la vecchia casa colonica che
costituisce l'ingresso ed un insieme di fabbricati, costellati da
bifore, merli, archetti, un corpo principale con un portale elaborato,
ricco di decorazioni in gres e ceramica disegnate da G. Chini.
Nel giardino, ivi collocata negli anni venti, la Fontana delle Naiadi,
di Mario Rutelli (1859-1941). Le naiadi, figure in bronzo di intensa
plasticità poggiano su basi di travertino, l'opera è forse un modelletto
od una miniatura di quella in piazza Esedra a Roma.
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