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Abano Terme, principale centro delle terme euganee, ha una popolazione
di 19.062 abitanti. Situato nella provincia di Padova, ai piedi dei
Colli Euganei.
Storia
Abano Terme è conosciuta fin dal VI sec. a. C. L'antico centro si
trovava nel territorio dell'attuale Comune di Montegrotto Terme, come
documentano gli scavi archeologici ed i numerosissimi reperti conservati
nei musei archeologici di Padova ed Este. L'importanza che il luogo
aveva nell'antichità é documentata dalle citazioni di numerosi scrittori
latini, tra cui Plinio il Vecchio, Marziale, Tito Livio (che secondo una
tradizione non confermata, qui sarebbe nato), Svetonio, Cassiodoro,
Claudiano, con la denominazione di "Aquae Patavinorum". Oltre a Tito
Livio, qui sarebbero nati anche i poeti Gaio Valerio Flacco ed Arrunzio
Stella. Si fa ricondurre l'origine del nome ad Aponus, il dio delle
acque termali, che a sua volta risalirebbe ad una radice indo-europea "Ap"
che significa "acqua". Le antiche terme occupavano una vasta area sul
versante orientale dei Colli Euganei e raggiunsero il massimo splendore
in età imperiale. Svetonio, che scrive a cavallo tra il I ed il II sc.
d. C. , riferisce che Tiberio, recandosi a guerreggiare in Illiria, si
fermò ad Aponus per consultare l’oracolo circa l’esito della guerra:
avuta un responso favorevole, gettò nella fonte alcuni dadi d’oro che
erano ancora visibili ai suoi tempi (Svetonio, Vita di Tiberio, 14.3).
Con la caduta dell'Impero romano, anche le terme decaddero, tanto che
Teodorico, tramite il suo ministro Cassiodoro, inviò una lettera
all'architetto padovano Aloisius, perché provvedesse al restauro dei
palazzi. Intorno al IX secolo, l'antico centro termale cominciò a
sdoppiarsi ed il termine Aponus indicò il territorio dell'odierna Abano
Terme.
Ad Abano ebbe i natali, nel 1257,
il celebre medico, filosofo, astrologo ed alchimista Pietro d'Abano, che
tanto contribui alla diffusione della filosofia aristotelica rivisitata
da Averroé. Abano seguì, nel Medio Evo, le sorti della città di Padova e
con essa, passò, nel 1405, sotto il dominio della Repubblica di Venezia.
Più volte distrutta prima dagli Ezzelini e poi dagli Scaligeri, Abano
ebbe nuova fioritura a partire dal '500, quando le grandi famiglie
padovane e veneziane, alcune delle quali qui insediatesi già da
alcuni secoli, diedero grandissimo impulso all'agricoltura ed alle cure
termali. Con la caduta della Serenissima, nel 1797, la vecchia nobiltà
fu costretta a vendere i propri beni ad alcune famiglie della ricca ed
industriosa borghesia padovana. Queste famiglie
investirono forti capitali per migliorare la ricettività termo-alberghiera e diedero impulso ai primi studi scientifici sulle
proprietà terapeutiche delle acque termali, ponendo così le basi della
città moderna, la cui economia ruota proprio sul termalismo. Nel
corso della prima guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto, dal 5
febbraio 1918 al luglio del 1919, Abano Terme fu sede del Comando
Supremo dell'Esercito Italiano, ospitando tutte le più alte personalità
dell'epoca.
Abano oggi
La città è divisa in due centri: uno storico e l'altro prettamente
turistico. Il centro storico offre il Duomo di San Lorenzo con il suo
campanile costruito in due epoche diverse: la base, dotata di mattoni
più grezzi è del 900 d.C., la parte superiore è del 1200 d.C. Conserva
diverse opere d'arte di notevole pregio: alcune tele della scuola di
Jacopo Ceruti detto il Pitocchetto, e poi: Pietro Vecchia, Amleto
Sartori, J. K. Henrici, Mario Pinton, Luigi Strazzabosco, Giorgio
Scalco, Enrico ed Aristide Ghiro, Imerio Trevisan. Vi sono poi numerose
ville patrizie: villa Rigoni Savioli, costruita nel 1557 da Nicolò
Malipiero, in stile palladiano, con begli affreschi di Giovan Battista
Zelotti; Villa Bassi Rathgeb (già villa Dondi Dall'Orologio poi Zasio)
con affreschi attribuiti al Buttafogo o all'Aliense. In località
Monteortone c'é il santuario della Beata Vergine della Salute, con un
pregevole ciclo di affreschi di Jacopo da Montagnana ed una
Crocifissione di Palma il Giovane.
Nella parte turistica, invece, vi è la Pinacoteca del Montirone,
in cui, sebbene non sia presente l'intera collezione, si può osservare
la Collezione Bassi, con opere di artisti del '700 veneziano. Appena
fuori di Abano si trova il monastero di San Daniele. Pochi chilometri
fuori dal centro cittadino, lungo la strada che collega Abano con la
frazione di Feriole (spartita con i comuni di Selvazzano Dentro e Teolo)
in aperta campagna, si trova la villa Cittadella Vigodarzere (ora
Gottardo) dove si rifugiò Ugo Foscolo per scrivere il celebre romanzo
epistolare "Le ultime lettere di Jacopo Ortis".
Abano Terme sorge in una zona vulcanica spenta, a 10 km sud-ovest da
Padova, nella sua area metropolitana.
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